SCIENCES AND SOUNDSCAPES | giornata di studio interdisciplinare | Catania, 5 Dicembre 2009
giovedì 10 dicembre 2009
Nella bellissima cornice del prestigioso Istituto Nazionale diGeofisica e Vulcanologia di Catania, Sabato 5 Dicembre 2009 ha avutoluogo la giornata di studio interdisciplinare "Sciences andSoundscapes" (Scienze e Paesaggi Sonori) organizzata dal brillantegruppo di ricerca siciliano sui paesaggi sonori SSRG (SicilianSoundscapes Research Group) onlus. Scopo della giornata consisteva nelporre a confronto diverse metodologie di indagine scientifica in cuiil suono riveste un ruolo centrale in quanto oggetto stesso dellaricerca o strumento di indagine attraverso cui indagare la realtà, conla scommessa che questo stesso confronto tra discipline, in cuil'indagine sonora è inquadrata secondo finalità relative ai singolisaperi, potesse rivelarsi fecondo e suggerire nuove prospettive diricerca. Il programma della giornata offriva una rosa di interventi diuna ricchezza e complessità tali da far tremare le vene ai polsi ancheallo studioso più temerario, ma allo stesso tempo aveva il sapore delviaggio, della scoperta... Ad inframezzare la sequenza degliinterventi, l'esecuzione acusmatica di alcuni brevi interludiquadrifonici, appositamente composti da Alberto Frizzo, canecapovolto,Stefano Zorzanello e Domenico Sciano, "strategie oblique" pensate perstimolare l'immaginazione e moltiplicare le possibili connessioni tragli argomenti trattati. Scorrendo le righe del programma, lasuggestione del viaggio veniva offerta dalle tematiche proposte chepartendo dalla prossimità e delicatezza dell'orecchio umano,trasportavano verso galassie sconfinate alla ricerca dell'invisibileper poi di colpo immergersi nelle profondità degli abissi marini e poiancora risalire dalle viscere della terra per fuoriuscire sullesommità dei crateri sonanti del vulcano.Ad aprire la giornata, l'intervento dell'audiologa Caterina Grillo hatrattato del problema della sordità come problema umano e handicapsociale, presentando lo stato dell'arte della ricerca sulle protesiacustiche digitali e mettendo in evidenza come questa direzione diricerca sia da privilegiare: la protesi digitale, infatti, permetteuna personalizzazione che va oltre il mero dato audiometrico e tieneconto dei valori sociali e relazionali del paesaggio sonoro,attraverso un fitting personalizzato dato dalla relazione tra ilpaziente e l'ambiente sonoro in cui vive.Fabio Sicurella, ricercatore presso Locie - CNRS - Università dellaSavoia e socio di SSRG onlus, dopo aver illustrato i campidisciplinari dell'acustica tecnica, architettonica e ambientale, hapresentato il caso studio "Agorafonia nelle piazze storiche diCatania" proponendo un approccio metodologico che tenga conto allostesso modo degli aspetti quantitativi e di quelliqualitativi-percettivi del suono, in un percorso di sintesi in cuil'analisi strumentale e soggettiva convergano per una più esaustivarappresentazione del paesaggio sonoro.Giorgio Riccobene, ricercatore presso l'Università' di Catania,Istituto di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali del Sud, haillustrato il progetto NEMO (Neutrino Mediterranean Observatory),dimostrando come, attraverso una tecnica di analisi acusticaincentrata sul monitoraggio del rumore acustico sottomarino, siapossibile identificare l'impatto del neutrino in acqua e raccoglierein tal modo informazioni su queste particelle e sulle loro origini.L'intervento dei biologi dell'Associazione Scientifica Ketos, MarioTringali e Eugenio Internullo, si inseriva all'interno del campodisciplinare della bioacustica, ovvero di quel ramo della zoologiastrettamente correlato all'etologia, che studia i metodi ditrasmissione e ricezione del suono negli animali e nell'uomo e lemodalità con cui gli animali comunicano attraverso questo mezzo. Lapresentazione ha mostrato come l'inquinamento acustico sia un problemache investe anche l'ambiente acquatico e che deriva per la maggiorparte dall'attività antropica (navi merci, tecnologie militari, testsismici, etc.), e ha dimostrato come tale problema induca reazionicomportamentali negative sui cetacei.Eugenio Privitera, ricercatore presso l'Istituto Nazionale diGeofisica e Vulcanologia, ha portato l'attenzione sulla dimensioneinfrasonica dei paesaggi sonori, ovvero di tutte quelle oscillazionidell'aria che non percepiamo con le nostre orecchie ma che ciinvestono come onda di pressione (vibrazioni comprese tra zero esedici cicli al secondo), che caratterizzano l'attività dei vulcani.L'intervento ha illustrato come i nuovi sistemi di monitoraggioinfrasonico, oggi utilizzati per studiare i principali vulcani delmondo tra cui l'Etna, affiancano i più tradizionali strumenti diosservazione e forniscono informazioni uniche che si rivelanoparticolarmente utili soprattutto in condizioni di scarsa visibilitàdovuta a condizioni meteorologiche avverse.L'intervento di Stefano Zorzanello, studioso e socio fondatore SSRGonlus, collocandosi nel campo disciplinare dei Soundscape Studies, haaffrontato la questione metodologica inerente al problema dell'analisie della rappresentazione dell'ambiente sonoro in era telematica,questione che è stata sviscerata attraverso una rivisitazione -impostata sulla dicotomia modello quantitativo versus modelloqualitativo - delle più importanti metodologie ad oggi sviluppate. Latesi individuava nella possibilità di una cartografia sonoratelematica, dinamica e interattiva la strada da percorrere per riunirei contributi provenienti dalle metodologie indagate e per risolvere laproblematica temporale, propria della dimensione sonora.La presentazione di Massimo Raffaele, professore presso l'Università'di Messina - Clinica Neurologica, collocandosi nell'ambitodisciplinare delle neuroscienze, ha riconosciuto alla neurofisiologiail merito di aver mutato il concetto dell'orecchio da semplicerecettore passivo a raffinatissimo trasduttore e amplificatore e diaver rivelato come attraverso l'orecchio si attivi una sorta dimeccanismo ancestrale, connesso a strutture diencefaliche profonde,tali da provocare fenomeni emotivi di impatto corposo e duraturo.Sergio Bonanzinga, professore di antropologia della musica pressol'Università' di Palermo, Facoltà di Lettere e Filosofia, presentavauna ricerca dedicata ad alcuni mercati storici siciliani in cui ancoraoggi si registra la persistenza di forme di comunicazione sonoratradizionale (abbanniate o vanniate, ovverero grida di reclàme) chetestimoniano di una identità culturale specifica e di una geografiasonora spaziale integrata in tutto il sistema di rappresentazionesociale e funzionale al contesto descritto. Applicando a tale contestole categorie gestaltiche di figura e sfondo impiegate dallo stessoSchafer, Bonanzinga considera sfondo ciò che nel mercato risultapercepibile da ogni punto di ascolto e figura quanto di volta in voltasi situa al centro dell'inquadratura acustica al fine di poterneapprezzare dettagli e sfumature.Ha chiudere l'appassionante giornata di studio, Albert Mayr, studiosoe fondatore del Forum Klanglandschaft, ha proposto un approcciometodologico innovativo in seno agli studi sul paesaggio sonoro,fondato sulla permutazione della sequenza luogo-suono-tempo (secondoil modello triangolare di Xia Li e Menno-Jan Kraak) e mostrando comeda tale permutazione del flusso top-down tra tali elementi, si possanoricavare nuove e interessanti chiavi interpretative del paesaggiosonoro.Stanchi ma felici del viaggio appena concluso lasciamo la sededell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con la sensazioneprecisa di aver vissuto una condizione privilegiata: quella di chiall'interno di una stessa giornata ha avuto la possibilità di entrarein contatto con approcci metodologici tanto eterogenei e di potercogliervi quanto più affine ai propri percorsi di ricerca.Ci auguriamo che a questa faranno seguito altrettanto interessantigiornate di studio sul paesaggio sonoro.

